Gozzi da pesca liguri e sulla loro costruzione:
Il gozzo non è solo una barca, ma un vero e proprio simbolo della Liguria, custode di tradizioni marinare secolari e testimonianza di un'arte artigiana tramandata di generazione in generazione. Queste piccole imbarcazioni, agili e robuste, sono da sempre compagne inseparabili dei pescatori liguri, sfidando le onde del Mediterraneo con la loro inconfondibile eleganza.
La storia del gozzo affonda le radici in tempi antichi, evolvendosi da semplici scafi a remi a imbarcazioni più complesse, spesso dotate di vela latina e, in tempi moderni, di motore entrobordo. La sua forma è immediatamente riconoscibile: una prua slanciata e quasi verticale (il "tagliamare"), un baglio (larghezza massima) spostato verso prua e una poppa tondeggiante e larga. Questa configurazione, frutto di secoli di esperienza, garantisce al gozzo stabilità in mare aperto e grande manovrabilità, qualità essenziali per la pesca costiera e la navigazione in acque spesso imprevedibili.
Tradizionalmente, i gozzi variano in lunghezza dai 4 ai 7 metri, sebbene esistano esemplari più grandi, adatti a esigenze di pesca maggiori. Il materiale d'elezione è da sempre il legno, con essenze come il rovere, il larice e il pino marittimo che conferiscono solidità e durata nel tempo. Ogni dettaglio, dalla chiglia alle ordinate, dal fasciame alla coperta, è pensato per resistere alla salsedine e alle intemperie, garantendo una lunga vita all'imbarcazione.
La costruzione di un gozzo ligure è un processo affascinante, che richiede grande maestria, pazienza e una profonda conoscenza dei materiali e delle tecniche tradizionali. Il mestiere del maestro d'ascia, un tempo diffusissimo lungo le coste liguri, è oggi un'arte rara, custodita da pochi artigiani che portano avanti una tradizione preziosa.
Ecco le fasi principali della costruzione di un gozzo:
1. La Chiglia e le Ordinate: Tutto inizia con la chiglia, la "spina dorsale" della barca, un robusto pezzo di legno che ne definisce la lunghezza e la forma. A essa vengono fissate le ordinate, o costole, che danno la sagoma e la robustezza allo scafo. Queste sono spesso realizzate a partire da legni naturalmente curvi, che seguono l'andamento della barca.
2. Il Fasciame: Una volta che la struttura portante è completa, si procede con il fasciame, ovvero le tavole di legno che compongono lo scafo esterno. Le tavole vengono accuratamente sagomate, curvate a vapore (un processo che le rende più malleabili) e fissate alle ordinate con viti o chiodi. Questa fase è cruciale: il fasciame deve essere perfettamente stagno e resistente per affrontare il mare. Esistono diverse tecniche di fasciame, come il fasciame a clinker (con tavole sovrapposte) o a paramezzale (con tavole accostate).
3. Calafataggio: Per garantire l'impermeabilità dello scafo, si procede al calafataggio. Questo antico metodo consiste nell'inserire tra le fessure del fasciame del materiale fibroso (tradizionalmente stoppa di canapa o cotone) imbevuto di pece o catrame. Oggi si utilizzano anche sigillanti moderni, ma la tecnica di base rimane la stessa.
4. L'Armamento: Una volta completato lo scafo, si passa all'armamento, ovvero l'installazione di tutti gli elementi interni ed esterni che rendono la barca funzionale. Questo include la coperta, il paiolato (il fondo calpestabile), i sedili, i bitte per l'ormeggio, gli anelli, e, se prevista, la timoneria e l'alloggio per il motore. In alcuni gozzi tradizionali, viene preparato anche l'albero e il boma per la vela latina.
5. Finitura e Varo: L'ultima fase è dedicata alla finitura, con la levigatura del legno e l'applicazione di vernici e oli protettivi, che non solo abbelliscono il gozzo, ma lo proteggono dagli agenti atmosferici. Infine, dopo mesi di lavoro, il gozzo è pronto per il suo battesimo: il varo, un momento di festa e celebrazione che segna l'inizio della sua vita in mare.
Oggi, i gozzi liguri non sono solo barche da pesca, ma anche apprezzati mezzi per la diporto e per esplorare le meraviglie della costa. Mantenere viva l'arte della loro costruzione significa preservare un pezzo importante del patrimonio culturale e marittimo della Liguria.
